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Esercizi di vicinato

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Avvio attività in esercizio di vicinato

Descrizione regionale

Per esercizi di vicinato, si intendono quegli esercizi aventi superficie di vendita non superiore a 300 m2. Per superficie di vendita si intende l'area destinata alla vendita compresa quella occupata da banchi scaffalature vetrine cabine di prova e simili e le aree di esposizione della merce se accessibili alla clientela; non costituisce superficie di vendita l'area scoperta, adiacente all'esercizio, purché con superficie non superiore al 20% della superficie di vendita, nonché la superficie destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici, servizi e spazi collocati oltre le casse. Per vendita al dettaglio, si intende l'attività svolta da chiunque che, professionalmente, acquista merci in nome e per conto proprio e li rivende, su area privata in sede fissa, direttamente al consumatore finale; l'attività può essere svolta congiuntamente all'attività all'ingrosso (e cioè all'attività di acquisto di merci e di rivendita ad altri commercianti od utilizzatori in grande) ed in tal caso la superficie di vendita deve essere computata tenendo conto sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività al dettaglio, sia di quella destinata per l'esercizio dell'attività all'ingrosso.


Che requisiti deve avere

1. Requisiti oggettivi

La sede dell'esercizio deve possedere i requisiti previsti dal Regolamento di Polizia Urbana, dal Regolamento d'Igiene, dal Regolamento Edilizio, dalle norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d'uso.Gli Esercizi di Vicinato sono di regola dotati di parcheggi per la sosta di relazione, nella misura minima di mq 1 per ogni mq. di superficie di vendita salvo eventuali ipotesi di riduzione o annullamento stabilite dai singoli Comuni..

2. Requisiti soggettivi morali

- mancanza di condanne non inferiori a tre anni per delitti non colposi, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; - mancanza di condanne per delitti contro l'economia pubblica, l'industria ed il commercio e per i delitti di ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, estorsione, delitti contro la persona commessi con violenza- mancanza di condanne per delitti contro l'igiene e la sanità pubblica- mancanza di due o più condanne nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali- non essere incorsi nelle sanzioni o nelle limitazioni all'esercizio dell'attività previste dalla cd. Normativa Antimafia; -non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza salvo che non si sia ottenuta la riabilitazione- non essere stati sottoposti ad una delle misure di prevenzione adottate dalla legge nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità.- non essere stati sottoposti all'applicazione di misure di sicurezza.Le condanne di cui sopra devono essere accertate con sentenza di condanna passata in giudicato.Il divieto di esercizio dell'attività commerciale permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora al pena si sia estinta in altro modo il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Se è stata concessa la sospensione condizionale della pena non si applica il divieto di esercizio dell'attività.Il titolare, il legale rappresentante della società e tutti i soggetti con potere di rappresentanza non devono essere sottoposti ad una delle cause di divieto, decadenza e di sospensione previste, dall'art.67 del D.lgs 06/09/2011 n.159 (Codice delle Leggi Antimafia); tali suddette cause non devono sussistere nei confronti della società/consorzio.In particolare, secondo la norma sopra citata, quando si tratta di associazioni, imprese, società e consorzi, la documentazione attestante il possesso del requisito di moralità deve riferirsi, oltre che all'interessato:a) alle società;b) per le società di capitali anche consortili ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l'organo di amministrazione, nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento, ed ai soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;c) per i consorzi di cui all'articolo 2602 del codice civile, a chi ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società consorziate;d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;e) per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;f) per le società di cui all'articolo 2506 del codice civile, a coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato. In caso di impresa individuale, i requisiti di cui sopra devono essere posseduti dal titolare dell'impresa, o dall'eventuale preposto.in caso di società, associazioni o organismi collettivi, il possesso dei requisiti e' richiesto con riferimento al legale rappresentante, al preposto all'attività commerciale ed a tutti i soggetti individuati dall' articolo 2, comma 3, del D.P.R.3/6/1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia).

3. Requisiti soggettivi professionali

a) frequenza con esito positivo ad un corso di formazione professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;b) aver esercitato in proprio l'attività di impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione o aver prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l'attività nel settore alimentare, o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione, o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS.c) essere in possesso di un diploma di istituto di istruzione secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. I requisiti devono essere posseduti dal titolare dell'impresa o, per le società, da un legale rappresentante; sia per le imprese individuali che per le società i requisiti possono altresì essere posseduti da altra persona specificamente preposta all'attività commerciale.

4. Requisiti per i cittadini extracomunitari

I cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno, in corso di validità, che consenta l'esercizio di lavoro autonomo in Italia, secondo le vigenti normative. I permessi di soggiorno validi a tale fine sono i seguenti:> permesso di soggiorno per lavoro autonomo > permesso di soggiorno per lavoro subordinato > permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro > permesso di soggiorno per motivi familiari o ricongiungimento familiare > permesso di soggiorno per integrazione nei confronti dei minori che si trovino in particolari condizioni (art. 32 c. 1 bis e 1 ter del T.U. in materia di immigrazione, D.Lgs. n. 286/1998) con parere favorevole del Comitato dei minori stranieri > permesso di soggiorno per ingresso al seguito del lavoratore > permesso di soggiorno per motivi umanitari > permesso di soggiorno per attesa occupazione > permesso di soggiorno per motivi straordinari (art. 5 c. 6 L. n. 40/1998) .

 

Cosa serve per iniziare l'esercizio dell'attività

Come si avvia l'attività: Segnalazione certificata di inizio attività

Avvio esercizio di attività L.R. 28/2005 art. 16

Cosa serve per subentrare nell'esercizio dell'attività

La comunicazione di subingresso è effettuata secondo modalità stabilite dal comune prima dell'effettivo avvio dell'attività da parte del subentrante e comunque :

a- entro 60gg dalla data dell'atto di trasferimento della gestione o della titolarità dell'esercizio;

b- entro un anno dalla morte del titolare

L.R. 28/2005 art 74

scia di subingresso

 

Cosa serve per cessare l'attività

La cessazione è soggetta a comunicazione da effettuarsi entro 60 giorni dalla cessazione definitiva

L.R.28/2005 art. 79

 

INOLTRO TRAMITE PEC DELLE PRATICHE SUAP

indirizzo posta elettronica certificata: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

istruzioni pec : http://www.sancascianovp.net/fare-impresa/item/2241-sportello-unico-attività-produttive

 

Costi

A) La presentazione della scia di avvio attività, subingresso, modifica dell’attività è soggetta al pagamento dei diritti di istruttoria comunali pari ad €30,00 da versare sul ccp 121509 intestato alla Tesoreria del Comune di San Casciano V.P., oppure direttamente presso la Tesoreria Comunale, che ha sede presso le filiali della Banca di Credito Cooperativo Chianti Fiorentino di San Casciano V.P., di Cerbaia V.P., o di Mercatale V.P., oppure mediante bonifico alle seguenti coordinate bancarie, codice IBAN    IT 79 X 03599 01800 000000132023

La causale del pagamento è “DIRITTI SUAP”.

In caso di esercizio al commercio al dettaglio di vicinato alimentare occorre presentare la  notifica sanitaria:

 B) La presentazione della dia/notifica di avvio attività, modifica dell’attività, variazione della ragione sociale, subingresso è inoltre soggetta al pagamento di diritti di istruttoria Azienda U.S.L. pari ad €38,46 da versare sul ccp 27344506 intestato a Azienda U.S.L. 10 Firenze_ Diritti sanitari igiene- servizio tesoreria e con causale “prestazione di igiene pubblica non soggetta ad IVA art.4”.

 

Normativa

1. Requisiti oggettivi

LR 03.01.05 n. 1

2. Requisiti soggettivi morali
art. 13 LR 07/02/2005 n. 28 e art. 71, comma 1, lett. A) F) dlgs 26/03/2010 n. 59

3. Requisiti soggettivi professionali
art. 14 LR 07/02/2005 n. 28 e art. 71 comma 6 lett. A) C) dlgs 26/03/2010 n. 59

4. Requisiti per i cittadini extracomunitari

L 06.03.98, n°40, art. 5, comma 6, dlgs 25.07.98, n°286, art. 32, comma 1 bis e 1 ter

 

Contatti

Ufficio Sviluppo Economico

 

Allegati

Commercio - avvio attività

Commercio - subingresso

Commercio - variazioni

Commercio - cessazione

 

Letto 503 volte Ultima modifica il 27 Set 2013