Casa Machiavelli

Niccolò Machiavelli, segretario della Repubblica fiorentina negli anni che vanno dal 1498 al 1512, è una delle figure più importanti del Rinascimento italiano. Scrittore vario e colto, riservò i suoi interessi soprattutto alla politica, che, primo fra tutti, considerò una scienza a se stante.
La Casa di Sant'Andrea in Percussina, frazione di San Casciano, apparteneva insieme a diversi poderi alla famiglia dello Scrittore. Qui egli si rifugiò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512. La fattoria, con l'annessa osteria dell'Albergaccio, è descritta in una delle sue più famose lettere, quella indirizzata all'amico Francesco Vettori e datata 10 dicembre 1513. Nella lettera vengono narrate le sue giornate divise fra le occupazioni che gli derivano dalla conduzione delle sue proprietà e le serate trascorse all'osteria a giocare a tric-trac con l'oste ed un macellaio del luogo. La notte egli si ritirava nella sua biblioteca e trascorreva le ore leggendo i classici che gli ispirarono un libretto, scritto di getto in pochi mesi ed intitolato "De Principatibus" ossia il "Principe", l'opera alla quale deve la sua fama.
Dopo la sua morte la casa passò agli eredi e sempre in linea ereditaria venne alla nobile famiglia fiorentina dei Serristori. Da pochi anni appartiene al Gruppo italiano vini che qui ha alcuni dei suoi più bei vigneti e che l'ha restaurata in modo accurato. Si possono visitare gli ambienti della villa, le splendide cantine e, attraverso un passaggio sotterraneo, entrare nell'osteria descritta dallo stesso Machiavelli. Anche questa ha conservato nei secoli intatta la sua atmosfera.