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STORIteatro1A DEL TEATRO NICCOLINI

La Comunità di San Casciano deliberava, in data 27.9.1828, e su richiesta di una Società Accademica, la cessione gratuita di una porzione di suolo pubblico per la costruzione di un teatro. Il terreno che era situato tra "l'antico portone " e il "torrino del gioco del pallone" aveva una dimensione di- 862,50 braccia quadre in quanto era formato da un rettangolo lungo braccia 37,50 e largo braccia 23. Nonostante il voto favorevole della Comunità, il teatro non venne costruito e, nel 1845, ripresentata un'analoga richiesta dai medesimi cittadini, la Comunità consentì ancora una volta alla stessa concessione di terreno, con la clausola che il teatro dovesse costruirsi nei cinque anni successivi. Questa volta il terreno richiesto e concesso era lungo braccia 55 e largo braccia 30. L'iniziativa si fondava non solo su motivi culturali ma anche sulla considerazione che "effettivamente sarebbe moltissimo utile e vantaggioso per la classe dei Braccianti di questo Comune la costruzione di una grandiosa fabbrica che gli somministrasse il mezzo di guadagnare, trovandosi presentemente tal classe nella massima indigenza per mancanza di lavori, e che per quest'oggetto soltanto conveniva incoraggiare e rendere più probabile l'esecuzione, di detta opera".

I promotori dell'iniziativa del 1828, e poi del 1845, furono Antonio Pierozzi e Pietro Calamandrei mentre, come ricorda Luigi Barsanti, Antonio So-di ne sarebbe stato l'architetto: "Il giovine Sig. Antonio Sodi studiava un tempo il disegno di un teatro da costruirsi in questa Terra, il quale era allora nulla più che un possibile. Condotto quello studio e or due anni dicato ad un uomo delle patrie cose sollecito, fu per lui presentato a pochi amici capaci di penetrarsi dei di lui sentimenti, e nacque tra loro il progetto di una Società per la costruzione di un teatro in San Casciano. Quella finalmente composta, davasi mano a quest'opera che sotto la condotta del Sodi, il quale men l'interesse guardava che la compiacenza di farsi utile al -proprio paese, felicemente sorgeva sul disegno donato e modificato soltanto da circostanze locali. I lavori della costruzione del teatro iniziarono nel settembre 1845, e si dovettero rispettare i termini della clausola dei cinque anni se, il 12 luglio 1851, vennero presentati gli Statuti dell'Accademia dei Perseveranti alla Prefettura di Firenze per la necessaria approvazione.

Gli statuti vennero approvati l'8 maggio 1854,dopo il superamento di numerose questioni come quella dell'emblema dell'Accademia. Dapprima era stato proposto "Colombo che scopre l'America ma, poi, prevalse il partito di raffigurare la testuggine marina che si sposta faticosamente nonostante il vento contrario che soffia in una vela conficcata nella sua corazza. Agli Statuti fu annesso anche un Regolamento interno disciplinare' curato dal Segretario e riguardante "disposizioni generali, gli artisti, l'illuminatore, il macchinista, l'attrezzista o trovarobe, le maschere, comparse, le multe". Nel dicembre 1898 il teatro venne messo all'asta per la morosità riscontrata da parte dell'esattoria comunale nei confronti dell'Accademia, ma probabilmente la questione si dovette comporre positivamente. Già prima della "grande guerra" si dovevano proiettare spettacoli cinematografici e, nel 1919, doveva essere completato il suo impianto di illuminazione elettrica. In quello stesso anno la Commissione di Vigilanza impose di "provvedere immediatamente e correggere lo spostamento fatto dalle centine dell'armatura, dello stoiato e specialmente la centina prossima all'arco del palcoscenico assicurando-le alle travi del tetto con staffature".

Il 20 maggio 1929 l'Accademia dei Perseveranti vendeva per Lire 80.000 il Teatro Niccolini al Fascio di San Casciano mentre restavano "esclusi dalla vendita gli altri quarantaquattro palchi di proprietà dei singoli palchisti. Durante questa gestione fu deciso di rinnovare i locali della facciata con l'adozione di un progetto redatto dall'Ing. Lumachi. I lavori fu-rono completati nel 1939 e comportarono una nuova facciata in stile "Littorio" che ripeteva i volumi del precedente edificio nell'ingresso al teatro, la costruzione di una torre, e la sistemazione di un attico al posto della gronda sulla facciata prospicente la via lungo le mura.

Durante l'ultima guerra subì diversi danni e, nel 1945, fu riscontrato pericolante l'incannicciato della sala. Il teatro fu comunque riaperto nel 1946 con una gestione ENAL e con l'ospitare la locale Casa del Popolo.

Nel frattempo l'Accademia dei Perseveranti riottenne la proprietà del teatro da parte del Demanio dello Stato, e nel 1960 lo riacquistava per Lire 4.470.000 impegnandosi "a destinare il suddetto immobile esclusivamente a scopi cultu-rali e ricreativi".

Qualche anno più tardi, nel 1974, il teatro venne vincolato dalla Soprintendenza ai Monumenti di Firenze ai sensi dell'art. 4 della Legge 1.6.1939 n.1089 imponendo "che lo stabile in parola non potrà essere demolito, né modificato o restaurato ovvero adibito ad usi non compatibili col suo carattere storico-artistico oppure da creare pregiudizio alla sua conservazione ed integrità, senza la preventiva autorizzazione del Ministero della P.I.".

Purtroppo, poco dopo, il teatro dovette essere chiuso perché erano marcite le testate delle capriate sorreggenti la copertura a causa delle infiltrazioni di acqua piovana causate dall'inserimento in facciata, nel 1939, del muretto di attico e, nel 1976, l'arch. Riccardo Gizdulich provvedeva alla realizzazione di prime opere provvisionali per impedire la rovina dell'edificio.

Nel 1986 l'Accademia dei Perseveranti decise di cederlo all'amministrazione comunale di San Casciano che, dopo aver effettuato un radicale intervento di restauro, provvide a riaprirlo nel 1996.

Nello stabile risiedono tre compagnie, Arca Azzurra, Katzenmacher, Teatro Danza XE. La programmazione dei contenuti artistici del teatro è garantita dalla consolidata collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo e il contributo di Chianti Banca e Unicoop Firenze.

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